Cosa vedere a Siracusa in un giorno

Cosa vedere e vivere a Siracusa se hai a disposizione un solo giorno.

Avere a disposizione poche ore da dedicare a Siracusa e sia un regalo che un dramma, perché è una delle perle della Sicilia che non si può vivere di corsa. Sono stata a Siracusa il 01 ottobre mentre ero in Sicilia per l’Assemblea nazionale di IgersItalia e come chiusura in bellezza di quel weekend, siamo arrivati a Siracusa, concentrandoci ad Ortigia. Non era la prima volta che visitavo quei luoghi, sono un ricordo d’infanzia che mi lega alla Sicilia in modo viscerale: appena posso scappo laggiù per scaldarmi la pelle e anche l’anima, come fosse un rifugio.
E’ stata una domenica di sole e 26°C (senza l’umidità che invece mi fa compagnia a Mantova) che si rifletteva sui marmi bianchi che caratterizzano questa città.

Ortigia

COSA VEDERE A SIRACUSA

Sapevate che Siracusa “ospita” un’isola? Basta attraversare il ponte Umbertino, che collega la terraferma a Ortigia, ed è subito un salto nella storia, si parte dalla Magna Grecia con le due colonne doriche del tempio di Apollo fino al barocco dei palazzi nobiliari e delle chiese imponenti. Ortigia è un piacevole labirinto di vicoli caratteristici che trasudano tutte le belle caratteristiche del sud: il calore della gente, i sapori, i profumi e le tradizioni ancora vive in questa terra.

Ortigia

OrtigiaE’ bello sbagliare strada ad Ortigia, avere la possibilità di perdersi senza cercare qualcosa di definito, perché sarà lei a farti trovare sempre qualcosa di bello e di diverso.
E’ bello chiedere le informazioni agli anziani seduti fuori casa che si godono il chiacchiericcio dei turisti, è bello perché da una semplice indicazione si trasformerà in un racconto fiume su cosa mangiare e cosa vedere assolutamente.
Tra mille sbagli ho raggiunto la Piazza del Duomo dove il sole si riflette sul marmo bianco che la caratterizza, sia come pavimentazione sia sulle facciate dei palazzi. Una piazza che ti abbraccia tra il sacro del Duomo e la Chiesa di S. Lucia e il godereccio dei bar che, tra granite e cannoli, si trasformano in un salotto di colonne greche, curvilinei palazzi rococò e capricci barocchi. Poi giù, lungo l’intesa discesa, ma fattibile, di via Picherali che ti porta sulla passeggiata fino alla Fonte Aretusa che protegge i suoi papiri, arrivi al lungo mare con la balconata a picco che ti mostra lo skyline della città.

A Ortigia ho portato la mia carrozzina manuale (in aereo non ho ancora avuto il coraggio di portare quella elettrica, troppa paura di perdere la mia compagna) e ho potuto visitarla senza problemi. In questa città, grazie al grande lavoro dell’Associazione Sicilia Turismo per tutti, si vedono grandi miglioramenti in tema di accessibilità, sia come camminamenti, sia come accessi alle chiese più importanti. A Ortigia le carrozzine hanno vita facile e personalmente non ho avuto problemi di nessun tipo.

Smettetela di chiedermi “perché vai sempre in Sicilia?” perché ogni volta vi mostro la risposta esatta e la voglia viene anche a voi.

Ortigia

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