GUIDA| Weekend a Valencia accessibile

Ho nostalgia di Valencia. Vi racconto i miei giorni spagnoli perché voglio convincervi che questa città merita di essere vista per tanti motivi, fuori da ogni guida da libreria.

ValenciaValencia è una città vivibile, credo che questo sia un elemento fondamentale per concentrare la visita in pochi giorni a disposizione. Se avete a disposizione anche solo un weekend, preparate i bagagli e partite, esistono tanti voli diretti in partenza da Bergamo e Torino, che in 90 minuti vi faranno arrivare a Valencia. La terza città della Spagna per numero di abitanti, capoluogo dell’omonima provincia, questa città riserva sorprese in ogni via, ma soprattutto alzando gli occhi al cielo, si può conoscere una Valencia ancora più caratteristica.
Non voglio scrivere la classica guida definitiva (anche perché vorrei ritornarci), voglio solo raccontarvi cosa può offrire la città, anche per chi è in carrozzina. Sono rimasta a Valencia da sabato a martedì prima di Pasqua, per evitare un pò il caos delle feste, programmando le giornate per non perdere tempo in visite inutili.
Se dovessi riassumere questo viaggio in 3 parole direi: sole, accessibilità, senza orari.
E’ una città baciata dal sole 300 giorni l’anno con temperature mediterranee che mi hanno fatto subito dimenticare l’umidità della mia Pianura Padana, sono stati giorni sempre di sole (dai 24°C ai 28°C dell’ultimo giorno). Valencia è la prima città europea che visito dove mi dimentico delle mie ruote. Si vive in totale libertà, senza problemi di barriere architettoniche: dalle piazze, ai musei, alle chiese fino ai locali tipici, la città risulta vivibile anche a chi è in carrozzina (e magari si spinge da solo). Lastricate di marmo, con i marciapiedi con i raccordi al manto stradale, gli autobus con le pedane per salire, la metropolitana con le sue stazioni accessibile, è difficile trovarsi in difficoltà in questa città. E poi a Valencia nessuno si nasconde, in giro per la città, ho incontrato tantissime carrozzine, da bambini ad anziani: questo è un dato sociale che mi ha fatto affrontare questo viaggio con totale relax.

ValenciaCOSA VEDERE A VALENCIA?

In questo post partiamo dal Centro storico- Appena arrivati, grazie alla collaborazione dell’Ente del turismo di Valencia (la comodità è avere un punto informativo direttamente in aeroporto), ci siamo dedicati alla visita del centro storico accompagnati dalla meravigliosa guida di Pablo, che non solo ci ha raccontato la parte storica, ma tra aneddoti e tradizioni, abbiamo potuto conoscere una Valencia diversa da quella raccontata sulle comuni guide. Appuntamento in Plaza de la Virgen (qui da vedere la Basilica Virgen de los Desamparados).
21 secoli di storia nel cuore della città, dove ammirare la Cattedrale di Valencia dove il romanico, il gotico e il barocco convivono mescolati sulla sua facciata e dove è contenuto (si narra) il Santo Graal, il Miguelete e la Almoina. Pablo qui ci ha raccontato la tradizionale cerimonia del Tribunale delle Acque (dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Immateriale dell’Umanità), dove alle 12:00 di ogni giovedì i giudici si ritrovano nella piazza. Qui si fa giustizia per mezzo di un processo orale in lingua valenzana le cui sentenze sono inappellabili. Il “Tribunal de las Aguas” è l’unica struttura legislativa che rimane tra quelle stabilite da Giacomo I. Questo tribunale ha valenza legislativa ed è formato da 8 contadini (vestiti con abiti d’epoca), ognuno dei quali rappresenta un canale d’irrigazione della città (che sono rappresentati dalle statue presenti nella fontana della piazza), dove si discute di contenziosi in materia di irrigazione.

Lasciata la piazza, siamo arrivati alla Lonja de la Seda, edificio centrale dell’itinerario della via della seta, filato pregiato in questa città, utilizzato fin dai tempi antichi per confezionare gli abiti tradizionali. Il mercato della seta è l’edificio che ospitava il commercio di Valencia, il fulcro. Oggi ben conservato rappresenta un meta imperdibile per conoscere la storia della città. Formato da quattro parti: la torre, dove erano rinchiusi i ladri di seta, i mercanti e commercianti poco onesti fino all’arrivo delle autorità, la sala del Consolato del Mare, il “Patio de los Naranjos” (il giardino) e il Salone delle Colonne, la sala dove erano stipulati i contratti. [Questo museo è completamente accessibile grazie ad un montascale e alla presenza di bagni per handicap].

Questo è il quartiere che ospita una colonia di pappagalli verdi che è possibile vedere appollaiati sugli alberi del viale che conduce al Mercato centrale, l’edificio con la struttura in ferro, le vetrate colorate, le ceramiche e le piastrelle smaltate utilizzate per gli ornamenti, dove ogni mattina ospita il classico mercato di carne, verdura, frutta e di pesce. Questo edificio (completamente accessibile) possiede una superficie totale di più di 8100 metri quadrati e la sua pianta è un poligono irregolare di quattordici lati. La sua copertura è formata da cupole originali e da tetti inclinati a diverse altezze. Esternamente sulle cupole maggiori, ad estremità opposte è decorato da due banderuole che si possono notare da lontano: un pappagallo che rappresenta la zona del mercato classico e un pesce spada che indica la zona del mercato del pesce. Il Mercato centrale è imperdibile se si vuole conoscere le tradizioni culinarie di Valencia, infatti qui si trovano prodotti tipici come il Jamon Serrano, il Patanegra, le macedonie e spremute da passeggio a prezzi davvero bassi.

Infine, siamo arrivati ad una delle porte della città, Torres de Quart (le torri non sono accessibili per i portatori d’handicap, ma già stazionare alla base è di forte impatto), che rappresentano l’accesso alla città dalla direzione di Castiglia (le città e i paesi dell’interno della penisola), che portano addosso i segni dei cannoni di Napoleone.

Valencia

Concluso il 1° giorno a Valencia, abbiamo raggiunto il nostro appartamento per riprenderci. Il resto del viaggio, nelle prossime puntate.

[DISCLAIMER: Tutti i luoghi menzionati sono stati realmente visitati con la mia carrozzina, senza barriere architettoniche o rinunce]
2 Responses

Cosa stai pensando?

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


+ 2 = cinque