Boudoir disability, quando un corpo non perfetto esalta la femminilità

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7 febbraio 2016- IL FATTO QUOTIDIANO
Boudoir disability, quando un corpo non perfetto esalta la femminilità
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Boudoir disability è un progetto forte che stravolge ogni stereotipo visivo e sociale usando sensualità e provocazione, una provocazione “leggera e positiva” per sfatare miti, tabù, paure, discriminazioni. Ma dietro a tutto questo c’è il diritto di essere persona e donna, non di serie B.

Immaginate una carrozzina, con un corpo adagiato solo per viverci ed essere traghettato. Un corpo che è, prima di ogni altro oggetto, una donna, che piace e si piace, che sa giocare con la propria sensualità fuori da ogni stereotipo. La fine di un tabù. La difficoltà di associare la disabilità all’essere femminile e al sentirsi donna, col giusto carico di sensualità, è ancora argomento off-limits nel nostro Paese. La fotografia di un corpo non perfetto porta a delle domande e a vivere emozioni o sentimenti contrastanti.

Micaela Zuliani (fotografa di Portrait de Femme, sempre attenta a rappresentare il mondo femminile reale, fuori dagli stereotipi) e Valentina Tomirotti (blogger e, come si definisce lei stessa, “giornalista a rotelle”) ci raccontano il loro progetto.
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