Sogno “il momento valigia” a tempo indeterminato

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Sogno “il momento valigia” a tempo indeterminato.

Finisce l’anno tra poche ore e la mia voglia di essere altrove non si placa, anzi, si trasforma in una reale necessità di sopravvivenza. Manca un perché definito, eppure potrei stilare una lista della spesa per sfamare le solitudini di un reggimento.

“Cos’hai imparato dal 2017?”
“A sputare invece che mandar giù”

Il 2017 è stato un anno in cui ho cercato di mettere in pratica proprio questo, fallendo miseramente a volte piegandomi quando avrei dovuto rimanere dritta e fiera, e festeggiando la liberazione di portare un peso in meno altre volte, quando il livello di sopportazione nei confronti del genere umano tracimava come un fiume in piena.
Ho imparato a chiedere aiuto e l’ho fatto chiedendo permesso, ma il risultato è stato controverso: da chi mi aspettavo mani aperte, ho trovato pugni chiusi, mentre da chi fingeva di guardare sempre altrove, ho avuto occhi che mi hanno accolta. Così scrivi, depenni, cancelli e riscrivi sperando di trovare la giusta dimensione per riuscire a respirare senza l’affanno di chi ti sta incollato al culo, non per annusare il tuo profumo, ma per raccogliere le tue briciole o scaldarsi della tua luce che tanto fatichi a tenere accesa. E ti viene un’unica voglia, quella di inchiodare e iniziare a ridere aspettando il botto per poter esclamare: “Adesso saremo inseparabili faccia da trota”.
Le delusioni che hanno il volto delle persone che stimi sono come i tatuaggi dei bambini: continuano a sbiadire, ma appiccicano sempre come appena messi. Ho parlato con gente ‘arrivata’ e ho capito che non è mai partita, che ha raggiunto qualcosa agli occhi degli altri, ma è rimasta indietro tradendo i propri.
Ho fatto domande e sono ancora in attesa di risposte, le ho fatte anche a me stessa e non sono tardate ad arrivare. Quest’anno ho capito che le cose vanno vissute invece che spiegate, che i sentimenti sono la vergogna di chi non si ferma a provarli. Alcuni si affezionano alle persone per comodità, perché arredano la loro vita, perché è facile riempire la vita con presenze da collezionare.
La vita è uno shaker di pancia/mente/cuore da cuocere con sane regole. Chiudo la valigia per questo 2017, gonfio di esperienze e tesori da custodire. Mi preparo a riempirne una nuova con data 2018. Sarà grande e rosa, con tante tasche per infilarci non i propositi, ma i sogni che merito di realizzare.

Siateci per gli altri, per chi merita e per chi non merita, siateci per voi stessi e godetevi il panorama conquistato. Io sarò lì sotto, con le mani rosse, per gli applausi che meriterete.

momento valigia

 

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